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26/04/13

ACCADE ANCORA OGGI, IN QUESTO MONDO DI LADRI...

E' in questo mondo di ladri dove c'è ancora un gruppo di amici che non si arrendono mai e che non hanno nessuna intenzione di farlo. In questo mondo di santi il nostro cuore è stato rapito da mille profeti e da quattro cantanti. Così recita un brano famosissimo, che sembra quasi scritto apposta per un gruppo di ragazzi a cui è stato rubato il "cuore" da chi crede di passarla liscia e di godere i benefici derivanti da un gesto del genere, qualora ce ne siano. E' quello che è capitato al nostro staff che sin dall'inizio ha creato e portato avanti questo che agli occhi dei più risulta essere un semplice blog come qualcosa di importante, qualcosa per cui vale sempre la pena. Un prodotto forse non di qualità eccelsa ma dove è forte ed evidente la mano di chi ci lavora mosso solo ed unicamente dalla passione e dalle piccole soddisfazioni di tutti i giorni. Valori e sensazioni che forse non tutti sanno cogliere e che invece dovrebbero essere alla base di un mestiere come quello del giornalista. Specie di gran lunga peggiore sono coloro che credono di esserlo o che aspirano a diventarlo, ma che alla fin dei conti sono solo dei veri e propri avvoltoi. Ingabbiati come prigionieri nelle redazioni di grandi testate,  con le mani legate e le ali tarpate, preferiscono scopiazzare e rubare. Tra le loro vittime, coloro che al contrario vivono e lavorano in modo totalmente opposto e in virtù di ciò sono capaci di produrre cose che loro possono solo permettersi di copiare. E’ quello che è successo a www.napolifocus.it, derubato di una rubrica che in realtà da sempre è stato un vero e proprio valore aggiunto. Qualcuno ne ha colto l’importanza e ha avuto la brillante idea di portarla nel grigiore della sua redazione da dove poi è venuta fuori solo una brutta copia di quella che invece da sempre appare sulle nostre pagine. Un po’ come una pianta sradicata dal suo habitat naturale senza le condizioni vitali adatte o come un trofeo di guerra strappato al nemico e messo in bella mostra, questo è l’effetto che fa. Ma tutto ciò non appare agli occhi di chi si ferma alla superficie delle cose dall’alto del suo piedistallo che in realtà non è nient’altro che la pila di libri universitari di cui forse molto poco gli è rimasto. Alla luce di tutto questo, resta senz'altro l’amarezza derivante oltre che dall’episodio in particolare, anche dall'aver constatato la malignità che c’è in un ambiente come questo ormai logoro dall’esasperata competizione e anche però una piccola soddisfazione poichè chi è ben più affermato di noi ha bisogno di prendere spunto da un piccolo blog come il nostro pur di andare avanti e non risultare noioso e ripetitivo agli occhi dei lettori.








Raffaele Mazzone

19/03/13

NAPOLI NON E' NA CARTA SPORCA... E' MILLECULURE

Le origini. Bisogna tornare indietro nel tempo, precisamente a Londra 2012 quando l'olimpionico Diego Occhiuzzi vince due medaglie e una volta sul podio dimostra di non dimenticare le sue origini e la sua amata Napoli. "Voglio fare qualcosa per la mia città!”. Queste parole non cadono nel vuoto ma anzi non ci vuole molto affinchè coinvolgano le istituzioni cittadine, in primis il sindaco Luigi De Magistris che si dimostra fin da subito disponibile e disposto ad affidare un impianto sportivo all'olimpionico partenopeo. Lo stesso che poco dopo chiama al suo fianco altri sportivi che da anni attraverso lo sport cercano di dare il loro contributo alla città e a questa gente. Un vero e proprio team che ha come obiettivo quello di condividere i valori alla base dello sport, coinvolgendo mondo civile, imprenditoriale ed istituzionale, composto da Franco Porzio, che vanta esperienza nel campo della gestione degli impianti sportivi, Vincenzo Ferrara della Fondazione Cannavaro - Ferrara, per quanto concerne gli aspetti sociali dello sport e Carlo Palmieri, del gruppo Carpisa/Yamamay, per coinvolgere le eccellenze imprenditoriali della città e del territorio.
Una squadra in seguito arricchita anche grazie al coinvolgimento di Luca Corsolini, Olympic e Paralympic Content Coordinator di Sky, per la comunicazione del progetto e di Giulio Cacciapuoti Project Manager LOVEstudio.it, a cura degli aspetti legati al marketing ed alla comunicazione.

Napule è Milleculure. “Napule è mille culure, Napule è mille paure...”, così recita uno dei capolavori che porta la firma di uno degli artisti napoletani per eccellenza, Pino Daniele. Lo stesso che vede Napoli come “na carta sporca” di cui “nisciuno se ne importa...”
Tutti tranne chi attraverso lo sport inteso come fonte di valori importanti come lo spirito di gruppo, la solidarietà, la tolleranza e la correttezza contribuisce al forgiare il singolo individuo. Dare voce a realtà del sociale che meritano attenzione, mettere a disposizione della popolazione e delle eccellenze sportive locali impianti sportivi salvati dal degrado e dall'abbandono coinvolgendo aziende ed imprese operanti sul territorio. Sono questi i motivi e gli obiettivi alla base della nascita di una realtà come Milleculure, un'idea resa possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni ed eccellenze cittadine. 

Primi passi. Una prima dimostrazione di tutto ciò la si è avuta lo scorso 29 gennaio, quando proprio il primo cittadino della città di Napoli mantenendo fede alla parola data, affida all'Associazione per mano di Diego Occhiuzzi, il Polifunzionale di Soccavo che da cimitero dello sport diverrà una una PalExtra! Uno spazio che verrà adibito alla pratica sportiva, dove lo stesso atleta si preparerà in vista di Rio coinvolgendo la città e soprattutto i ragazzi. Milleculure è tra la gente, attiva sul territorio ed in prima linea. Presente al Flash mob indetto a seguito del tragico evento che ha visto andare in fumo uno dei fiori all'occhiello della città, prende sempre più piede l'idea di portare lo sport nella Città della Scienza, legando così tecnologia e sport che negli ultimi anni viaggiano di pari passo essendo talvolta strettamente legate tra loro. 
Il tutto senza forzature, ma semplicemente mosso dalla voglia di rivalsa di una città che non vuole nient'altro che rivedere tornare a splendere i suoi... Milleculure!









Raffaele Mazzone




28/01/13

PARMA – NAPOLI 1-2. IL NAPOLI ESPUGNA IL TARDINI E SI PORTA A -3


Dopo lo stop interno della Juventus contro il Genoa, e gli strascichi polemici a fine partita di Conte, Marotta e di tutto l’entourage juventino nei confronti dell’arbitro Guida, per il Napoli aver espugnato il Tardini ancora inviolato, acquista un significato ancor più importante. Gli azzurri sono ora a -3 da una Juventus ormai nervosa e con il vantaggio dello scontro diretto al San Paolo. Contro un ottimo Parma gli azzurri hanno fornito una prestazione di gran solidità non solo tecnica ma soprattutto mentale.
La partita non era semplice. Con un Parma ben disposto da Donadoni con un 4-3-3, Mazzarri è costretto a rivedere le carte schierando di fatto il Napoli con un 4-4-2, necessario per non andare in difficoltà soprattutto sugli esterni.
Il Parma parte bene e al 12’ su un calcio d’angolo di Belfodil, Biabiany stacca di testa ma non riesce a dare la giusta forza al pallone.
Gli azzurri potrebbero passare in vantaggio al 14’ con Pandev, ma il macedone tira alto con il suo piede preferito e per di più da posizione favorevole. Un minuto dopo Cavani lascia sul posto
Santacroce, ma la sua occasione è alta sulla traversa.
Il Napoli preme e ci prova con Inler dalla distanza e tra le fila gialloblù Santacroce è ammonito al 18’per un’entrata in ritardo su Cavani.
Hamsik si inserisce e fa 0-1. E’ Marek Hamsik a portare in vantaggio il Napoli al 19’. Servito in profondità da Dzemaili con il piatto sinistro in scivolata ruba letteralmente il tempo a Mirante spedendo la palla nell’angolo basso. E’ 0-1, per Hamsik ottavo goal in campionato.
Ma il Parma reagisce e al 25’. Su un cross di Belfodil, Sansone prova ad insaccare a tu per tu con De Sanctis che gli nega il goal parando sulla linea di porta.
Donadoni deve rinunciare all’infortunato Santacroce e inserisce Lucarelli. I gialloblù vanno vicinissimi al pareggio al 29’: mischia in area e su una punizione di Valdes, c’è il doppio tentativo di Parolo, è Cannavaro a salvare sulla linea. Sull’altro fronte Campagnaro dopo un calcio d’angolo costinge Valdes ad una grandissima parata.
Gli azzurri continuano a produrre palle goal per tutta la seconda parte del primo tempo. Cavani al 39’ impegna Valdes direttamente su calcio di punizione. Poi Dzemaili solo a tu per tu con Mirante si fa chiudere lo specchio, e ancora Cavani su cross di Hamsik tira di poco alto.
La ripresa. Il secondo tempo inizia con una conclusione di Lucarelli dalla distanza che non sorprende De Sanctis. Mazzari inserisce Donadel per Inler al 62’, e Insigne per Pandev al ’63, l’ingresso della giovane punta si rivelerà prezioso.
La sfortunata deviazione di Cannavaro. Il Parma arriva al pareggio al 74’. Amauri, entrato al posto di Rosi, serve Sansone che cerca di metterla al centro, trovando la sfortunata deviazione di Cannavaro che riporta la gara in parità.
Amauri avrebbe addirittura l’occasione per portare il Parma in vantaggio, ma la sua conclusione di sinistro non centra la porta.
Al 77’ c’è il debutto in maglia azzurra per Armero che rileva Mesto. Il Parma passa a una difesa a 4 per provare a difendere il risultato. Ma il Napoli continua ad attaccare. All’8' bella azione di Insigne. L’attaccante napoletano da sinistra si accentra e fa partire una conclusione carica di effetto che Mirante devia in angolo.
All’82 Cavani servito da Dzemaili, davvero ottima la prestazione dello svizzero, manca clamorosamente il goal del vantaggio colpendo il terreno anziché il pallone.
Cavani segna il goal vittoria.Ma l’uruguaiano si rifà due minuti dopo. Smarcato splendidamente da Insigne, il capocannoniere della serie A, questa volta elude l’intervento di Mirante e deposita in rete il goal del definitivo e meritato 1-2.

s.c.

07/01/13

NAPOLI - ROMA 4 - 1, LA TRIPLETTA DI CAVANI E MAGGIO LANCIANO IL NAPOLI AL TERZO POSTO


Al San Paolo va in scena il “Derby del Sole”, azzurro intenso e giallorosso, colori accesi e sgargianti. Sono 50.000 gli spettatori per  la centocinquantesima sfida in campionato tra Napoli e Roma, le due squadre che nella seconda metà degli anni ’20 del secolo scorso hanno portato il gioco del calcio nel centro-sud. La nascita di entrambe le società partì dalla fusione di varie compagini presenti all’epoca nelle due città.
Dopo i risultati del pomeriggio con le sconfitte di Inter e Fiorentina in caso di vittoria una delle delle due squadre può portarsi direttamente al terzo posto in classifica.
Cavani fa subito 1-0. Dopo 3 minuti il Napoli passa subito in vantaggio, Cavani servito in profondità da Pandev, con la punta del piede batte Goicoechea.
La Roma prova a rispondere al’10 con una punizione di Totti che colpisce la barriera, poi De Rossi spedisce la palla alta. Poi al’16 cross di Destro, Lamela non ci arriva sul primo palo.
Pandev è posizionato tra le linee, quasi da trequartista, ed è il più attivo tra le fila azzurre.
Al’18 il direttore di gara Tagliavento ammonisce Pjanic per un intervento su Zuniga, al’22 è il difensore azzurro Campagnaro a vedersi sventolare il cartellino giallo per un intervento in ritardo su Totti.
Al’22 invenzione di Pandev sulla trequarti, il macedone tra tre uomini riesce ad alzare il pallone servendo Cavani, ma l’uruguaiano scatta in ritardo.
Al’24 è ammonito Totti, il capitano della Roma è punito per un fallo su Behrami.
Inler al’30 ci prova dalla distanza, ma la conclusione del centrocampista svizzero è bloccata a terra da Goiciechea.
Un minuto dopo Totti serve un gran pallone a Destro in profondità, De Sanctis si salva in uscita.
Bella azione manovrata della Roma al ’34: Totti verticalizza per Destro sul versante sinistro, ma la conclusione del giovane centroavanti giallorosso è bloccata da De Sanctis. Pjanic prova a sorprendere l’ottimo portiere azzurro al’37 con un gran tiro dalla distanza.
Al’43 azione di Destro, palla a Lamela che di sinistro colpisce troppo lentamente e centralmente.
Ad inizio ripresa di nuovo Cavani. Il Napoli raddoppia ad inizio secondo tempo: Pandev in area in qualche modo risce a far arrivare il pallone a Cavani, l’uruguagio prima controlla di destro, poi di sinistro spedisce la palla alle spalle di Goicoechea.
Ripartenza del Napoli al ’54 Cavani apre per Hamsik sul versante sinistro, lo slovacco supera Goicoechea invece di tirare, ma finisce così per decentrarsi troppo e l’azione sfuma.
Al’56 altra ripartenza azzurra: Cavani ha a disposizione 40 metri di campo ma Piris riesce ad arginarne lo slancio.
I problemi della Roma. La Roma nonostante cerchi come sempre di impostare il proprio gioco, rischia troppo in difesa lasciando troppi spazi al Napoli. La fase difensiva non è supportata adeguatamente dal resto della squadra. Le punte Destro e Lamela raramente rientrano, lasciando troppo spesso i difensori in difficoltà e costretti a coprire ampi spazi di campo.
Al’ 59 lancio di Totti per Destro, che davanti a De Sanctis non trova la porta. Al’61 lo stesso Destro è sostituiro da Osvaldo.
Grande occasione per la Roma al’67: Osvaldo difende palla, Lamela tira ma De Sanctis riesce ad opporsi alla conclusione dell’argentino, poi Bradley tira fuori a porta sguarnita.
Tripletta di Cavani. Al’69 Il Napoli si porta sul 3-0: Edinson Cavani firma la sua tripletta personale, che lo porta in testa alla classifica dei marcatori con 16 goal, staccando di testa in area su un preciso corner di Pandev.
Osvaldo riduce lo svantaggio. Osvaldo al ’71 riduce lo svantaggio, l’italoargentino di destro trova l’angolo sinistro dopo aver bruciato Britos sullo scatto.
Al’74 Pjanic viene espulso per doppia ammonizione (fallo su Dzemaili), poi Bradley ci prova all’84 con un colpo di testa.
Maggio chiude la gara sul 4-1.Ma è il Napoli a trovare per la quarta la via del goal con Christian Maggio. Il calciatore veneto al’90 in contropiede fissa il risultato sul 4-1.
Con questo successo il Napoli conclude il girone d’andata al terzo posto in solitario in classifica, a -2 dalla Lazio seconda, e a -7 dalla Juventus sconfitta a Torino dalla Sampdoria. Gli azzurri sono lanciatissimi e hanno saputo reagire al momento di difficoltà, coinciso con i due punti di penalizzazione.
La Roma conclude il girone d’andata al sesto posto non approfittando delle sconfitte delle altre contendenti alla zona Champions, facendosi staccare dal Napoli di cinque punti,  questa sconfitta evidenzia gli alti e bassi che hanno caratterizzato finora la stagione della squadra giallorossa.










Silvio Capaldo

31/12/12

E' TEMPO DI BILANCI, IL MEGLIO ED IL PEGGIO DEL 2012 DEL NAPOLI

IL MEGLIO
Edinson Cavani - Voto 10. Fortuna o competenza? Chi lo sa. Intanto il Napoli sancisce il colpo di genio del mercato degli ultimi anni. Preso a 16 milioni e spiccioli, oggi Cavani è un top player assoluto. Cresce di partita in partita, e soprattutto segna sempre: 21 gol in 21 partite e un valore di mercato di 62 milioni. Chapeau.
La Coppa Italia - Voto 9. Il Napoli è tornato a vincere un trofeo dopo più di 20 anni. Seppur quella con minor carisma, la Coppa Italia ha arricchito la bacheca degli azzurri, riportato entusiasmo e convinzione tra i tifosi. Ma soprattutto, comunque vada in futuro, darà a vita l'etichetta di 'vincenti' a Mazzarri, a De Laurentiis e ai giocatori.
Lorenzo Insigne - Voto 7.5. Discorso simile a quello di Edinson Cavani. Una bella fortuna trovarsi in casa uno dei talenti del calcio italiano. Non è titolare e spesso gioca in una posizione non ideale, ma anche in questo modo si è messo in mostra con un talento che ricorda quello di Baggio e Del Piero. Gli manca concretezza e solidità fisica, ma c'è ancora tempo. E suo fratello Roberto promette un talento alla pari.
IL PEGGIO
Lo Stadio San Paolo - Voto 4. Le pagliacciate sul nuovo impianto, la scure della Uefa e un futuro oscuro. Lo Stadio San Paolo è un problema serio. Non è possibile che il Napoli e la città abbiano una struttura così fatiscente e arretrata. Anche nel 2012 solo parole ma nessun progetto. Il Comune si tira fuori, De Laurentiis aspetta la nuova legge.
I rinforzi sudamericani - Voto 4. È ormai chiaro che il Napoli non sa fare mercato in Sud America: Edu Vargas ha inaugurato il 2012 azzurro, e si è rivelato un flop colossale. Il cileno triste è l'ultimo di una sequenza di giocatori che non si sono rivelati all'altezza: Chavez, Fernandez, Fideleff, solo per citarne alcuni. I tifosi dicono semplicemente 'basta'.
Le squalifiche del Caso Gianello - Voto 2. Sentenze ingiuste e assurde. Due punti al club per responsabilità oggettiva (norma da rivedere) e sei mesi di squalifica a Cannavaro e Grava, che hanno avuto la 'colpa' di scongiurare un tentativo di combine. Il Napoli paga salato l'omessa denuncia a metà campionato subisce una mazzata, e non solo dal punto di vista psicologico.
Anche senza voto, e non necessariamente tra il peggio, è giusto ricordare anche l'addio di Lavezzi, giocatore che, tra alterne fortune, ha contriubuito notevolmente alla crescita del Napoli in questi ultimi anni.




fonte: Calciomercato.com

23/12/12

LOVE FOR WOMAN, IL NAPOLI CARPISA YAMAMAY IN POSA PER IL CALENDARIO A CURA DI LOVE STUDIO

Le ragazze del Napoli Calcio Femminile Carpisa Yamamay protagoniste oltre che sul terreno di gioco, anche sul set fotografico. La squadra del presidente Lello Carlino infatti si è resa protagonista di una bella iniziativa a scopo benefico che ha visto la realizzazione di dodici scatti fotografici, che portano la firma di Cesare Maria Solito, giovane promessa nel campo della fotografia, per l'Associazione Portofranco. E' stato possibile ammirare la bellezza di questi stessi riprodotti su tavole di grandi dimensioni a loro volta esposte nel corso della prima edizione di "Love for Woman"all'interno dell'Agorà Morelli. Il che se ne dica Napoli è viva, Napoli c'è. La città, un tempo capitale del fiorente Regno delle Due Sicilie, al contrario di quanto di solito si dice, mostra tutta la sua inesauribile linfa vitale e lo fa in vari modi e diverse manifestazioni, una di queste è stata senz'altro quella realizzata da Love Studio, agenzia di marketing e comunicazione. Un evento che ha reso evidente quale sia la vera identità di questa città che molto spesso, forse con troppa facilità, viene etichettata solo ed unicamente come palcoscenico di episodi spiacevoli e che ha permesso di poter sostenere l'associazione no profit Portofranco. C'è chi tra mille difficoltà quotidianamente porta avanti la sua opera di volontariato mettendo a disposizione di ragazzi, che come alternativa avrebbero solo la strada, l'opportunità di rendere migliore la loro vita attraverso lo studio e la formazione. L'Associazione Portofranco di Napoli è una realtà concreta che ogni giorno cerca di donare il proprio sostegno a favore dei giovani mirando alla promozione etica e spirituale della persona nonché della famiglia.
Il progetto è stato realizzato con il patrocinio di Comune di Napoli, Compagnia delle Opere Campania, Unione degli Industriali di Napoli.

Inoltre tante sono le realtà imprenditoriali che hanno contribuito alla raccolta fondi.

Napoli Calcio Femminile Carpisa Yamamay, Camomilla Italia, Sorbino, Dinacci Gioielli, Bras Cafè, Timas Ascensori, Quick Park, Danie Cosmetics, Lovestudio, Jewels Hotels & Resorts, Palazzo Dei Vincenziani, Sogesi.

Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione di Fedrigoni, Lumaeventi, Agorà Morelli, Grafica Nappa, Aletta Stand, Alba Catering, Civin Vigilanza, Sacchettificio Campano.







r.m.

25/11/12

ZANARDI: A NAPOLI REGNA LA CULTURA DEL SORRISO


Alex Zanardi, ex-pilota automobilista e campione paralimpico di handbike, ieri è stato uno dei testimonial più applauditi nel corso della presentazione della partenza del Giro d’Italia 2013 che ha avuto come cornice la città di Napoli. Ecco la sua intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino.
Un’emozione ancora, per lei, Zanardi, ieri mattina, a Napoli…
«Vi dico subito, un’emozione grandissima e vi spiego il perché. Voi non ci crederete, ma io non ero mai venuto, nella mia vita, a Napoli. Ho girato il mondo, di pista in pista e corsa in corsa, ma Napoli mi mancava. Succede di non conoscere il meglio, giusto? Ieri, è stata per me e mia moglie Daniela, la prima volta. Ed è stata una scoperta, una commozione indicibile».
Lo spettacolo naturale, fra l’altro, in una giornata di sole incredibile.
«Ma no, non solo questo, che è importante certo con lo scenario del golfo e del Vesuvio, e però in fondo secondario. Io ho imparato a Napoli la civiltà del sorriso, incredibile. Ieri, dovunque, sui visi della gente ho visto dipinto il sorriso. La gente che attraversava in un punto sbagliato e ti chiedeva scusa con un sorriso. Nei bar, dinanzi al piatto di spaghetti preparato, le persone che sfioravi, tutte indossavano un sorriso, non sai se di gentilezza o già di amicizia. Sì, mi sbaglierò forse, però di vita e gente ne ho viste, lo sapete, ma a Napoli ho ritrovato dominante la cultura del sorriso».
Miracolo delle biciclette e del Giro, in un’atmosfera di festa.
«Guardi, io posso confidare che la bicicletta l’ho conosciuta molto tardi. Sì, in automobile, a 300 all’ora, la mia era solo una vita di corsa, una fuga. La bici la usavo per allenarmi, al massimo. Non mi appassionava granchè, lo riconosco; la guardavo pure con una sorta di sufficienza, come quando un Suv supera una mountain bike, per intenderci. Poi invece, dopo l’incidente in Germania nel 2001, ho cominciato a capirla, a comprenderne il valore. E i significati che aveva in sè. Questione di umanità, nulla da dire oltre. In Formula 1 guardi solo fisso davanti. In bici, guardi anche di lato, apprezzi il paesaggio, il tuo pensiero, ti ascolti dentro. È un altro mondo, un altro modo di essere».
Forse è solo lei, Zanardi, che ha un gran cuore.
«No, è che ieri a Napoli e fra le biciclette ho compreso un’altra volta che in auto correvo da solo, forse solo accompagnato dall’attenzione del mio team e dalla apprensione dei miei cari. E in handbike, invece, ho davvero mezz’Italia che mi accompagna».
Lei ha vinto l’oro olimpico, ha vinto la Maratona di New York, ma forse l’Italia intera la ama appunto per la profonda sensibilità verso gli altri, non crede?
«Se lei si riferisce all’ultima Maratona di Venezia e alla scelta del fermarmi per aiutare il mio amico Eric, che non ce la faceva più, per dargli una mano ad arrivare al traguardo, dico che non ho fatto nulla di speciale. Un altro lo avrebbe fatto per me, sono sicuro, nel mondo che conosco. Ma vincere credete che sia davvero così importante, che cambi la vita? È fondamentale regalare un aiuto, una speranza alle persone. ”Inspire a generation”, come dice il nostro movimento, questo sì. Regalare un sorriso, come fa questa città».
Napoli, ieri, per la prima volta. E domani?
«Guardi, io mi auguro davvero, con il sindaco de Magistris, Gianni Bugno e gli amici della Gazzetta, di essere a Napoli anche alla partenza vera del Giro, a maggio dell’anno prossimo. Anzi, ve lo richiedo quasi. Le emozioni che lasciano senza fiato, come quelle di via Caracciolo, ieri, vanno raddoppiate. Arricchiscono infinitamente».
Un pensiero ancora, Zanardi.
«Guardare sempre il futuro. Con gli occhi e l’anima mai lontani dallo specchietto retrovisore dei vostri giorni passati».





fonte:Il Mattino

23/11/12

AIK - NAPOLI 1 - 2, GLI AZZURRI SI QUALIFICANO AL 94'

Stoccolma. Il Napoli in Svezia cerca la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League.
L’ ultima del Resundra.Va in scena l’ultima del Resundra prima della sua demolizione, lo stadio dove Pelè è diventato Pelè vincendo la coppa Rimet nel 1958 in quella finale contro la Svezia di Liedhom.
Mazzarri sa che sarà una gara difficilissima, e inserisce quindi due titolarissimi al Napoli formato Europeo visto finora, uno a centrocampo e uno attacco: Behrami e Cavani. Tra i pali c’è Rosati, Aronica è scelto come centrale difensivo affiancato da Britos e Gamberini, che vince in extremis il ballottaggio con Campagnaro, in mediana è Beherami ad aiutare Donadel, gli esterni sono Mesto e Dossena, Dzemaili tra le linee supporta Vargas e Cavani. Alm schiera l’Aik Solna con lo stesso 4-4-2 visto al San Paolo.
Al ’10 punizione per il Napoli dal lato destro, Dzemaili alla battuta chiama uno schema ma la soluzione non va a buon fine. Fin dai primi minuti si capisce che il più attivo dell’ Aik è Bangura attaccante della Sierra Leone.
Dzemaili porta il Napoli in vantaggio. Azzurri in vantaggio al ’19: Cavani si invola in contropiede e dopo aver percorso una trentina di metri prova a metterla al centro, Turina respinge sui piedi di Dzemaili lesto a depositare la palla in rete.
Al’25 incertezza di Aronica che si fa superare da Bangura che tira fuori.
Danielsson pareggia. L’Aik al’34 fa 1-1 con Danielsson, che lasciato solo va a colpire di testa e mette la palla all’incrocio dei pali dove Rosati non può arrivare. Al’45 Cavani è ammonito per aver scagliato via un pallone.
La partita non è bella, si gioca su ritmi bassissimi ed entrambe le squadre arrivano a creare situazioni pericolose solo in maniera episodica.
La Ripresa. Mazzarri capisce che la vittoria è indispensabile per passare il turno senza aspettare il PSV al San Paolo, e inserisce Inler per un ancora spento Donadel.
Lo svizzero, dopo pochi minuti dal suo ingresso, scodella un tiro cross nell’area svedese sul quale Cavani per poco non ci arriva.
Al ’63 Mazzarri decide di inserire anche Zuniga per Mesto, e questi cambi si riveleranno preziosi. Il Napoli va vicino al 1-2 al ’64: Un cross di Cavani innesca un vero e proprio flipper umano nell’area dell’AIK, ma  prima Dzemaili, poi Vargas da ottima posizione non ne approfittano complice anche l’attenzione del portiere svedese.
Al’73 entra in campo anche Hamsik per Dzemaili. Zuniga al’74, servito da Cavani, si defila troppo e non riesce a calciare in maniera pericolosa.
Bongura al’77 ci prova con una botta di sinistro da fuori area; la palla, fortunatamente per il Napoli, si alza troppo e non centra la porta.
Aronica all’84 conferma il suo periodo no facendosi espellere per un fallo da ultimo uomo su Bangura che lo supera con una faciltà impressionante. Mazzarri dopo l’ espulsione schiera il Napoli con un 4-4-1.  All’86, l’AIK  prova a vincere la partita con  una conclusione da fuori di Lorentzon, ma non trova fortuna.
Cavani in extremis qualifica gli azzurri. Al’93 Vargas serve Cavani in area, l’uruguaiano lascia sul posto Karlsonn che non può far altro che stenderlo. Dagli undici metri il Matador realizza l’ultimo goal della storia del Rasundra e manda il Napoli ai sedicesimi di finale di Europa League con un turno di anticipo, ma che fatica!




s.c.

11/11/12

A MARASSI IL NAPOLI CI METTE IL CUORE

Come un pugile, prima incassa e poi esce rabbiosamente dall'angolo per sferrare il colpo fatale all'avversario.  Così gli azzurri, allo stadio Luigi Ferraris di Genova, portano a casa una vittoria importante non solo per i tre punti ma anche per come è maturata. Mossi dall'orgoglio e dalla voglia di riscatto i ragazzi del mago Walter alzano finalmente la testa e rimontano una partita che per i più era già bella che andata. Una partita per nulla piacevole, tipica dei tempi che furono, a tratti maschia e confusa. Un match dove nel primo tempo si assiste ad un Napoli contratto, molle, insomma irriconoscibile rispetto a quello reduce dal successo spettacolare di giovedì sera contro il Dnipro. Tutt'altra storia nel secondo dove il ritmo e sopratutto il piglio dei giocatori in campo, fatta eccezione per qualcuno, è sicuramente diverso. E' l'uomo fidato di Mazzarri ed ex per eccellenza della giornata, Giandomenico Mesto a pareggiare i conti dopo l'iniziale 1 a 0 del napoletanissimo Ciro Immobile. La felicità dura poco, perchè Bertolacci riporta il Genoa in vantaggio ed ecco riapapparire la tristezza sui volti dei tifosi azzurri misti a quelli rossoblù. Ma si sa, la speranza è l'ultima a morire e insieme a quest'ultima la grinta e la ferocia di Edinson Cavani che a tu per tu con Frey mette a segno il gol del tanto sospirato pareggio. Molti arrivati a questo punto si sarebbero fermati accontentandosi di un punto dopo aver rimontato ben due gol. Ma così non fa la banda Mazzarri che inizia a prenderci e gusto e solo ad assaporare la vittoria gli si fa l'acquolina in bocca. Prima con la cresta di un famelico Marek Hamsik trova il gol del 3 a 2 e poco dopo con Lorenzo Insigne quello del 4 a 2. E' grazie a loro che al triplice fischio di Rizzoli, esplode la festa azzurra ancora una volta al Marassi e contro il Genoa, ma stavolta non si festeggia una promozione ma il ritrovo di un'identità che ultimamente sembrava essersi smarrita.





r.m.






09/11/12

CAVANI POKER, IL NAPOLI RESTA AGGRAPPATO ALL'EUROPA LEAGUE


Napoli. Per rimettere in piedi la sua situazione Europa League, il Napoli deve battere il Dnipro. Mazzarri si affida a Cavani e Inler dal primo minuto. Due titolarissimi inseriti nel Napoli formato Europeo visto finora, possono infondere sicurezza alle seconde linee grazie alla loro esperienza. Gokhan è giocatore di grande esperienza internazionale, quarantadue presenze nella nazionale svizzera e due goal nella scorsa Champions League, non è un caso che Mazzarri abbia voluto inserire proprio lui.  
Il Dripro, che guida il gruppo F con 9 punti, si schiera con un 4-2-3-1, assenti i brasiliani Matheus e Giuliano, che avevano messo in difficoltà la difesa azzurra nella gara d’andata. Nel Napoli Rosati tra i pali; Fernandez, Aronica, Britos; a centrocampo Mesto, Donadel, Inler, e Dossena con Dzemaili tra le linee, in attacco Cavani e Vargas. Da segnalare Aronica in una inedita posizione di centrale difensivo.
Subito il Matador. L’1-0 arriva dopo sette minuti: Dzemaili con il piede destro serve una gran palla per Cavani che batte il portiere, azione molto bella e veloce, con Cavani che da grande attaccante, attacca la profondità. In questa fase il Napoli è molto aggressivo e Lastuvka respinge con un piede un tiro di Cavani. Al 15’ Inler la alza per Cavani che con un colpo d’esterno mette Dossena davanti alla porta, ma è impreciso.
Fedetskiy fa 1-1. Gli ucarini trovano il pareggio al 32’: calcio d’angolo dalla sinistra battuto da Aliyev, Odibe di testa fa la torre per Fedetskiy, che appostato sul secondo palo e in posizione regolare, può tranquillamente appoggiare la palla in rete.
Al 49’ punizione di Dzemaili dalla destra, Fernandez stacca nell’area del Dnipro, palla fuori. Poi al ’51 Inler è ammonito per un fallo su Konoplyanka.
Zozulya gela il San Paolo. Ma al 52’ Zozulya in contropiede porta il Dnipro in vantaggio approfittando di un erroraccio di Vargas, neppure Rosati è impeccabile in questa occasione.
Vargas fa danni ovunque, non è all’altezza della situazione, davanti è svogliato, mai incisivo, e al’54 Mazzarri non può far altro che tirarlo fuori insieme a Donadel, inserendo Insigne ed Hamsik. Il cileno esce sommerso dai fischi del San Paolo.
Cavani show. Insigne al’66 prova subito a rendersi pericoloso, ma mette la palla fuori. Al’76 Cavani su punizione porta il Napoli sul 2-2: la sua conclusione da 25 metri è di grande potenza e precisione. Hamsik al’83 la da ad Insigne sulla sinistra, che entrato in area converge al centro provando la conclusione al giro sul secondo palo, ma la palla non gira. Il goal del sorpasso arriva al ’87: Hamsik, dopo un colpo di tacco di Insigne, crossa dalla sinistra, la palla arriva a Cavani che scarica in rete facendo esplodere il San Paolo. Ma il Matador ne ha ancora e al 92’ fa poker: colpo di testa di Hamsik, Cavani controlla un difficile pallone tra i difensori ucraini e mette in rete. E’ il quinto goal di Cavani nella manifestazione in appena tre partite, due delle quali non giocate dal primo minuto. Goal grazie ai quali il Napoli resta attaccato all’Europa League riaprendo ogni discorso qualificazione. Il PSV è sconfitto dall’AIK, ora gli azzurri sono secondi a 6 punti contro i 4 di AIK e PSV.



s.c.

04/11/12

NAPOLI - TORINO, UNA BEFFA INCREDIBILE


Napoli. Contro il Torino al San Paolo,  il Napoli ritrova Cavani, e non è poco. Sia in campionato che in Europa League la squadra di Mazzarri ha patito non poco l’assenza del Matador, autore di otto reti nella stagione in corso (di cui sei in campionato), senza il quale gli azzurri hanno più volte dimostrato di non riuscire a trovare il goal. Il Napoli è lui, c’è poco da fare, è il suo atletismo e la sua capacità di essere leader in campo.
Mazzarri schiera gli azzurri con De Sanctis tra i pali; Campagnaro, Cannavaro e Gamberini in difesa; a centrocampo Beherami e Dzemaili preferito inizialmente ad Inler in mediana, Dossena a sinistra sostituisce l’ancora indisponibile Zuniga, Maggio a destra; davanti manco a dirlo i tre tenori. Hamsik, Pandev e Cavani sono chiamati a portare il Napoli fuori dalla “crisetta” di risultati: sconfitta con la Juventus, vittoria di misura sul Chievo e di nuovo sconfitta a Bergamo.
Ventura schiera il Toro, ancora imbattuto in trasferta, con il solito 4-3-3. Gillet tra i pali, Darmian, Glik, Rodriguez e D’Ambrosio a difesa, i tre mediani sono sono Basha, Gazzi e Vives, davanti Cerci e Maggiorini a girare intorno al capitano Rolando Bianchi, autore finora di quattro goal in questo campionato.
Cavani fa subito centro. Non passano neppure dieci minuti che al 6’ Cavani fa subito goal: rimessa di Campagnaro che imbecca Hamsik, lo slovacco mette al centro un tiro cross che Gillet non trattiene, e il Matador da due passi può insaccare il suo settimo goal in campionato, riprendendo da dove si era fermato. il Napoli ha l’opportunità di poter giocare una gara subito in discesa.
Al’17 Dzemaili  serve Hamsik che tira di poco alto. Ma al ’19 il Torino potrebbe pareggiare: Spunto di Alessio Cerci dalla destra, che crossa al centro, dove Rolando Bianchi liberatosi benissimo di Cannavaro incorna troppo centralmente, De Sanctis si salva.
Il Toro si difende con intelligenza. Il Torino messo in campo da Ventura è una formazione rognosa e ben organizzata. Squadra molto chiusa, proibisce al Napoli di sviluppare la solita mole di gioco, dando sempre l’impressione di poter approfittare di ogni disattenzione della difesa azzurra. Cerci al 45’ si lascia cadere clamorosamente in area, l’arbitro inizialmente lascia correre, poi lo ammonisce per simulazione.
Al 57’ Dossena crossa dalla sinistra, la palla carica di effetto si impenna e va a colpire la parte superiore della traversa granata. Mazzari al ’61 sostiusce un ancora spento Pandev con Insigne. Ma il Napoli sul piano del gioco pecca di sufficienza, e il toro inizia a rendersi pericoloso al cospetto del più blasonato avversario. Al’62 punizione battuta a sorpresa dai granata, verticalizzazione per Sgrigna che non ne approfitta. Bianchi al ‘65, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, di testa non ci arriva per poco.
Ventura inserisce allora Sansone per Sgrigna, mentre Mazzarri fa entrare Inler per Dossena. Proprio Sansone al 48’ su calcio di punizione, spedisce la palla verso Cerci che spedisce alto. Dopo due minuti Insigne batte un calcio d’angolo, la palla è veloce e precisa ma Cannavaro non riesce ad impattare di testa. Behrami stende un vivace Santana, e si becca l’ammonizione.
K O mancato.  Ma all’ 84’ il Napoli potrebbe chiudere definitivamente la gara con una delle sue ripartenze: Insigne scarica su Hamsik che dribbla Gillet ma a porta vuota di sinistro mette clamorosamente fuori.
Incredibile beffa.  Al’89 Mazzarri si fa espellere per proteste: è il preludio ad una incredibile beffa. Quando ormai la gara sembrava terminata, Aronica subentrato da pochi minuti a Dossena, con un retropassaggio rinvia maldestramente il pallone verso De Santis servendo involontariamente Sansone, che dopo aver superato l’estremo difensore azzurro mette in rete il goal del’1-1.
Il Napoli per una stupidaggine fallisce l’occasione di portarsi -3 dalla Juventus sconfitta a Torino dall’Inter per 1-3. Ora il Napoli è terzo a quattro punti dalla squadra di Stramaccioni e a cinque dalla Juventus, e deve difendersi le spalle da un’arrembante Fiorentina che ha sconfitto il Cagliari per 4-1.




s.c.

30/10/12

MARADONA E' MEGL' E PELE'!


“Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perchè loro sono come ero io a Buenos Aires”
Maradona, il giorno della presentazione allo Stadio San Paolo, il 5 luglio 1984.

Oggi, martedì 30 ottobre, non è un giorno come gli altri. Un po' di anni fa, in Argentina, nacque un giocatore che “non sarà mai un uomo comune”. Stiamo parlando di Diego Armando Maradona, il Dio del calcio. Non ci si può esimere da augurargli un buon compleanno a chi ha fatto la storia passata del Napoli, regalando perle a destra e a manca, e facendoci vincere 2 scudetti, una CoppaUEFA (ora Europa League), 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. Era un Napoli forte, una squadra compatta e arcigna, che non aveva paura di nulla. “Maradona, ad inizio partita, andava da tutti i compagni e, anche se di fronte avevamo gente del calibro di Gullit o Platini, ci diceva sempre “Tu sei più forte di lui”. Ecco, era questa la particolarità di Diego, ti faceva sentire forte”. Queste erano le parole di “Pal e fierr” Bruscolotti, il mitico capitano di quel grande Napoli. Ma, ragioniamo: ci sono analogie forse fra quel Napoli e quello di oggi? Il grande Diego come avrebbe reagito alle 3 sconfitte consecutive (PSV, Juventus e Dnipro) che hanno colpito il Napoli in questo mese di Ottobre? mAvrebbe preso per mano la squadra per trascinarla alla vittoria contro il Chievo (vittoria che domenica è arrivata grazie ad un gol di Hamsik all'ora di gioco, ndr). Ricordiamoci sempre che, quando arrivò a Napoli, Maradona costruì una squadra da solo (il Napoli il primo anno con Diego lottò per la retrocessione, ndr). L'anno dopo si lottò per lo scudetto, contro il Milan, come nel campionato di due anni fa che sancì l'ingresso dei “piccoli” azzurri nell'Europa dei grandi, quella della musichetta e del telone sventolato a centrocampo. Ci sono analogie con i giocatori in campo? Andiamo con ordine: in porta c'era Claudio Garella, portiere nel giro della Nazionale maggiore, così come Morgan De Sanctis, portierone attuale. In difesa c'era lo “scugnizzo” Ciro Ferrara, e ora c'è Paolo Cannavaro, scugnizzo e capitano del Napoli. Anche sulla panchina c'è un'analogia: Gianfranco Zola e Lorenzo Insigne, entrambi considerati dei talenti purissimi, ma che ancora devono fare il salto di qualità. In attacco mentre negli anni di Maradona c'era la “MA.GI.CA” attualmente il tridente è composto da Cavani, Hamsik e Pandev. Nessun confronto regge, ed è vero, ma semplicemente perchè quel “MA” era quella incognita
impazzita che ti poteva far vincere da un momento all'altro. Maradona non ci stava, e quando perdeva stava male, non riusciva a sopportarlo. Il Maradona che piace ricordare è questo qui, quello che disegnava geometrie in campo, quello della punizione contro la Juventus dove dice “tanto gli faccio gol comunque”, quello della “Mano de Dios”, quello della “battaglia per le Falkland”. Auguri D10S, grazie di tutto.


l.a.

28/10/12

NAPOLI SENTE PUZZA DI RAZZISMO, TUTTI IN MASCHERA!

Stasera alle ore 20,45, in occasione di Napoli - Chievo, allo stadio San Paolo avrà luogo l'iniziativa ideata da Jolanda De Rienzo e Veronica Bencivenga, denominata TUTTI IN MASCHERAL'iniziativa, che vede già l'adesione dell'Ordine dei Giornalisti della Campania e dei sindacati Assostampa Campania e l'Ussi Campania, spera nella partecipazione dell'intera cittadinanza partenopea. TUTTI IN MASCHERA prevede che i tifosi napoletani e chiunque altro si sia sentito offeso dai cori e dagli insulti  razziali intonati dai tifosi juventini prima, durante e dopo Juventus - Napoli, indossi una mascherina almeno per i primi cinque minuti della partita. Il tutto per protestare civilmente e dare un forte segnale all'Italia intera.
Lo staff di Napoli Focus condivide e appoggia tale iniziativa, invitando il popolo partenopeo a parteciparvi e a promuovere la mobilitazione tramite la pagina facebook TUTTI IN MASCHERA e contattateci all'indirizzo email info@tuttiinmaschera.it.




   r.m.

22/10/12

CORI, INSULTI E SERVIZI TELEVISIVI RAZZISTI... TUTTO TACE!

Cori, insulti, lancio di oggetti, servizi vergognosi, inneggianti al razzismo, andati in onda sulle reti del servizio pubblico nazionale. Niente di tutto questo ha aperto gli occhi agli organi competenti in materia di sanzioni sportive, ne tantomeno a opinionisti, esperti di calcio e professoroni che puntualmente occupano le ambite poltrone di trasmissioni sportive televisive. Anzi, tutti si sono soffermati sull'aspetto sportivo, sottolineando i demeriti di una squadra che con un po' più di malizia forse non sarebbe tornata a mani vuote dallo Juventus Stadium. Proprio lo Juventus Stadium, teatro di vere e proprie barbarie, ai danni di chi civilmente era lì per seguire la propria squadra del cuore. Più passano le ore e più sono i dettagli, talvolta incredibili di quel sabato pomeriggio da dimenticare, più sono le testimonianze di chi era lì e ha visto tutto con i propri occhi. Come chi racconta di essere stato portato/ammassato nel settore ospiti nonostante avesse un regolare biglietto di tribuna, ma per via della propria fede la polizia e gli steward hanno ritenuto opportuno racchiuderli in un unico settore. Addirittura proprio gli steward sono al centro di alcune rivelazioni di tifosi che hanno raccontato di averli visti fermi e in alcuni casi divertiti mentre alcuni erano insultati e sputati addosso. Infine la storia dei danni ai servizi igienici del settore ospiti, sbandierata a più non posso dalla società bianconera, un po' per nascondere il resto. Nelle ultime ore sono girate delle foto, che sempre secondo la testimonianza di alcuni tifosi li presente, non ritraggono i bagni del loro settore, che non presentavano alcun danno.
Dinanzi a tutto questo è evidente un forte sentimento di rabbia, mista a dispiacere, perchè in fondo il calcio è uno sport e tutti facciamo parte di uno stesso paese, di una stessa nazione.



r.m.

20/10/12

JUVENTUS - NAPOLI, IL COMMENTO


Prima sconfitta in campionato con tanto amaro in bocca. Non che il Napoli meritasse la vittoria, ma il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Gli azzurri hanno tenuto il campo benissimo per poi capitolare per il solito errore difensivo sui calci piazzati e per beccare come sempre il giocatore che pesca il jolly della giornata. Da oggi parte il mio personale impegno a monitorare Pogba e tutti i gol che farà. Mazzarri croce e delizia di questa partita. Delizia perché ha catechizzato i suoi su come fermare l’attacco bianconero e limitare Pirlo, ed infatti la squadra non ha mai sofferto, né concesso chissà cosa agli avversari. Croce perché ha deciso di sacrificare Hamsik su Pirlo, e ci ha perso più il Napoli che la Juve, e perché sembra che il suo orologio vada più lento di quello dell’arbitro. Aspettare il 40° per inserire Insigne sperando che abbia le fattezze di San Gennaro e aspettare il miracolo è davvero troppo. La Juve gestisce bene i cambi, 2 dei 3 subentrati vanno in gol, mentre Mazzarri resta a guardare sembrando accontentarsi del pareggio. Maggio ha nettamente perso la sfida con Asamoah, e forse cambiarlo con Insigne trasferendo Zuniga a destra si sarebbe potuto rivelare fatale per gli impacciati difensori bianconeri, che una volta limitato con la marcatura ad uomo Cavani non hanno avuto vita difficile con un Pandev assente e Hamsik lontano dall’area. Pandev non è mai entrato in partita, a questo punto perché non mettere lui sulle tracce di Pirlo, almeno fino alla nostra trequarti? Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, e degli episodi purtroppo decidono le partite. Parte bene la Juve nel primo tempo, il Napoli inizia a giocare solo dopo la punizione capolavoro di Cavani, che se fosse entrata avrebbe di diritto fatto consegnare il pallone d’oro al Matador. I bianconeri accusano il colpo e abbassano il baricentro, giocando meno palloni degli azzurri e lasciando un po’ soli Quagliarella e Giovinco, l’unico che sembrava in grado di impensierire la difesa azzurra. Il Napoli guadagna terreno ma veri e propri pericoli dalla parte di Storari non se ne vedono e il primo tempo finisce giustamente in parità. Era ovvio immaginarsi una Juve subito all’attacco a inizio ripresa e un Napoli che, così come aveva fatto nei primi 30’, aspettasse l’avversario. Dopo i primi 10 minuti le fatiche delle Nazionali si fanno sentire da ambo le parti, ma il più bravo a capire la situazione è stato Conte che scandisce in modo ottimale il tempo delle sostituzioni. Caceres per Asamoah e Pogba per Vidal, tutto faceva pensare che anche Conte si accontentasse del pareggio facendo adottare alla sua squadra un atteggiamento più difensivo. Ma proprio dai 2 subentrati arriva la beffa per il Napoli. Il primo gol taglia le gambe al Napoli che alza subito bandiera bianca, e che poi cade definitivamente dopo l’impensabile rete di Pogba. Si poteva riaprire la partita se solo Pandev non sbagliava un facilissimo passaggio a Insigne, per giunta in superiorità numerica. Niente è compromesso, e una sconfitta può sempre servire per migliorarsi. Perdere contro i campioni dello scorso anno non è una tragedia (lo è più il pareggio a Catania in 11 contro 10) soprattutto se il campo non ha detto che si è inferiori. Al Napoli va contestato forse l’atteggiamento un po’ troppo difensivo e scarso coraggio, ma il campionato è ancora aperto. Lo dicemmo dopo la gara con il PSV e lo ripetiamo adesso: resettare e continuare il cammino intrapreso. Ma per favore organizziamo una colletta tra i tifosi per comprare un nuovo orologio a Mazzarri, il suo ad un certo punto si ferma.


s.s.

18/10/12

CARPISA YAMAMAY NAPOLI - PSG 2 - 1, IL COMMENTO

Una serata all'insegna dello sport, del calcio, quella vissuta allo stadio Arturo Collana di Napoli. Non una semplice manifestazione sportiva quella fortemente voluta da Carpisa e Yamamay, main sponsor della Napoli Calcio Femminile, ovvero la prima edizione del trofeo, "Coppa Città di Napoli". Ospite della serata, nonchè avversario sul campo delle azzurre di mister Marino, il Paris Saint German di Benstiti. Fischio di inizio alle ore 20,30 in uno stadio che registra una buona presenza di pubblico sulle gradinate, dove si respira aria di festa e dove si percepisce quell'atmosfera tipica delle serate di gran calcio. Il Napoli schiera la formazione tipo, mentre tra le fila del 4-4-2 parigino si registrano le assenze di ben sette titolari. Inizio gara scoppiettante, Napoli agguerrito che con caparbietà e cogliendo impreparati gli avversari travolti dalla verve azzurra, trova il vantaggio al sesto minuto del primo tempo con Pirone. La risposta del club parigino non si fa attendere ed ecco che poco dopo arriva il gol del pareggio con Pizzala che rimette in equilibrio la gara. L'1 a 1 maturato quando ancora le azzurre ripercorrevano col pensiero l'azione del vantaggio sembra pesare su di esse, di tutto questo ne approfitta il numero due in maglia rossa, Dali che si fa pericolosa in un paio di occasioni dalle parti di Radu. Forse è nel momento della partita in cui le ragazze di Benstiti stavano venendo fuori che il Napoli trova il gol del 2 a 1 ancora una volta con Pirone al ventiseiesimo del primo tempo. Sul finire della prima frazione di gioco nulla di particolare da segnalare se non un fallo dubbio in area di rigore francese, ai danni di Caramia neo entrata al posto di Roberta Diodato. Intervallo  Dall'inizio del secondo tempo, l'allenatore partenopeo rivoluziona l'undici in campo con una serie di innesti provenienti anche dalla squadra di C e dalla Primavera. Se non fosse per le numerose sostituzioni e per qualche giocata della punta di diamante Pirone il Napoli non si vedrebbe. Decisamente di marca parigina il secondo tempo, dove le ragazze in divisa rossa cercano di recuperare lo svantaggio. Ci provano con Blais che al diciottesimo del secondo tempo spara alto a porta vuota. Al trentottesimo viene richiamata in panchina Valeria Pirone, migliore in campo e autrice di una splendida doppietta, per far posto alla Guardascione. Infine sul finire della gara due occasioni limpidissime fallite dal club dello sceicco che resta a guardare al momento della premiazione le azzurre alzare al cielo il trofeo. 


r.m.

17/10/12

STASERA ALLO STADIO COLLANA, LA PRIMA EDIZIONE DELLA "COPPA CITTA' DI NAPOLI"


I marchi Carpisa e Yamamay, sponsor storici del Napoli Calcio Femminile, per festeggiare al meglio il ritorno del gran calcio allo stadio Collana, danno luogo alla prima “Coppa Città di Napoli”. Questa sera alle ore 20,30, tra le mura dell’impianto vomerese, è fissato il calcio di inizio del match che sancirà la prima vincitrice del suddetto trofeo. Dietro tutto questo vi è un vero e proprio progetto, studiato e ponderato nei minimi dettagli, che prevede l’invito ogni anno di una squadra straniera. L’obiettivo che si prefigge l’organizzazione non è solo sportivo, ma anche culturale e sociale. Insomma una bella occasione per mostrare all’ospite di turno, le bellezze e le meraviglie di Napoli e dintorni oltre che avvicinare il pubblico partenopeo ad uno sport in crescita. Al di là della linea di centrocampo al momento del fischio di inizio, questa sera, ad affrontare le azzurre di mister Marino, vi sarà il Paris Saint Germain. La squadra del mister Farid Benstiti, milita attualmente nella massima serie, occupando le prime posizioni e tra le sue file annovera atlete della nazionale francese. Sarà Napoli – PSG, la prima della “Coppa Città di Napoli”, ingresso gratuito per tutti gli amanti del bel calcio che volessero partecipare all’evento.



r.m.
                                         

24/09/12

I SOLITI IDIOTI


Non faremo una recensione sul film campione d’incassi della scorsa stagione, ma punteremo il dito contro chi ha aspettato il primo passo falso del Napoli per iniziare a criticare. 3 vittorie di fila, 4 se consideriamo la gara di coppa, e tutti a osannare il Napoli ed eleggerlo ad unico rivale della Juve. Pareggio scialbo in superiorità numerica e il Napoli torna la squadretta del primo anno di A dell’era De Laurentiis. Napoli Focus ieri ha semplicemente raccontato una partita, dato le proprie considerazioni e lasciato, come sempre, spazio ai commenti dei lettori. Nessuno della nostra redazione si è travestito da uccello del malaugurio o da accusatore, ma non tutti dai giornalisti ai tifosi (alcuni) si sono comportati allo stesso modo. Torniamo da una trasferta insidiosa (il Catania ha pareggiato con la Roma all’Olimpico e vinto di forza con il Genoa), e storicamente sfortunata, con un punto in più in classifica, senza subire gol (anche se per poco non succedeva il patatrack) ma con una prestazione da 4 in pagella. E allora? Ora sono tutti brocchi? Ci mancano Lavezzi e Gargano? Insigne non è pronto e Pandev è fuori condizione? L’anno scorso la Juve pareggiò in casa con Bologna e Cagliari eppure a fine anno ha vinto lo scudetto e nessuno più si ricordò di quelle partite. Il problema non è steccare una partita, ma riconoscere gli errori e correggerli. Qualche lettore attento dirà che anche noi ieri abbiamo parlato di punti buttati, di prestazione non all’altezza e che una squadra che punta allo scudetto queste partite deve vincerle. E’ verissimo, ma non abbiamo mai sconfessato il lavoro di Mazzarri o della società. Abbiamo rilevato degli errori, tipo i cambi in ritardo o l’atteggiamento di qualche giocatore, e li abbiamo commentati. La crescita di una squadra passa per punti presi in condizioni non favorevoli (avversari che si difendono in 10) o con una vittoria giocando male (tipo la gara casalinga con i viola), ma passa anche per una crescita mentale per capire i propri limiti e superarli. Negli anni scorsi soffrivamo le squadrette, con rispetto parlando ma il gioco del calcio consiste nel fare gol e non di proteggere la porta come se fosse la cassaforte di Fort Knox, che si difendevano in 11 e si chiudevano in difesa e tutti, Mazzarri compreso, speravamo che quest’anno avessimo superato quest’ostacolo. Purtroppo la gara di ieri ci ha smentito, ma è da stupidi stare a crocifiggere la squadra. Il tifoso ha il diritto di criticare (in modo costruttivo e civile) la squadra, ma allo stesso tempo ha il dovere di sostenerla. I gufi lasciamoli fare agli altri, quelli che vivono nella nebbia; noi abbiamo il sole, facciamo gli usignoli!


s.s.

15/09/12

POMERIGGIO TRA SPORT E MUSICA: SAL DA VINCI PER NAPOLI FOCUS !

La nostra Equipe non si ferma neanche il sabato. Abbiamo incontrato il noto cantante Sal Da Vinci dopo una partita di calcetto sui campi del complesso Neapolis di San Giorgio a Cremano. L'artista, cresciuto a Napoli ma nativo di New York, nel pomeriggio ha giocato con vecchi amici del posto. Dopo la partita lo abbiamo incontrato all'uscita degli spogliatoi e gentilmente ha acconsentito a farsi fotografare per il nostro sito nascente sul calcio Napoli. Cordiale ed interessato al progetto ci ha ascoltato illustrare il sito in crescita e la nostra passione condivisa per la squadra partenopea. Sal Da Vinci sceglie Napoli Focus per essere sempre aggiornato sulla sua squadra del cuore.


c.s.

03/09/12

NAPOLI - FIORENTINA 2 - 1, IL COMMENTO


È strano commentare una partita di beach-soccer più che di calcio visto le condizioni in cui si trova il manto del San Paolo: di chi è la colpa? Fa tutto il Napoli: prima decide di regalare un tempo agli avversari e poi scende in campo con la determinazione vista a Palermo. Primo tempo decisamente di marca viola. La squadra di Montella vince nettamente il duello ai punti, aiutato dalla scelta iniziale di Mazzarri di fare a meno di Inler. Fino alla mezz’ora del primo tempo la Fiorentina ha un possesso palla che ingabbia il Napoli. Pizarro e Borja Valero vincono la sfida con Dzemaili e Behrami e liberano il gioco sulle fasce dove Zuniga non ferma quasi mai Cuadrado. Behrami parte bene lottando su tutti i palloni ma cala alla distanza. In difesa vistose difficoltà per Britos, tanto da costringere Mazzarri a liberarlo dalla marcatura su Jovetic piazzandoci Cannavaro praticamente a uomo. Il Napoli ha una marcia in più sulla destra con Maggio e Campagnaro, ma sono raramente serviti. Timidamente il Napoli si fa vedere dopo i primi 30 minuti, grazie alla marcatura di Cannavaro su Jovetic che limita il gioco viola. Poco servito Insigne, che sembrava l’unico in grado di scardinare la difesa avversaria con un Cavani poco reattivo. Montella capisce le difficoltà del Napoli sulla sinistra e chiede a Pizarro di lanciare Romulo e Cuadrado. La squadra azzurra non riesce mai ad uscire dalla propria metà campo, complice anche la scarsa vena di Hamsik in fase propositiva. Resta da scoprire cosa dice Mazzarri alla squadra durante l’intervallo, visto che scende in campo tutto un altro Napoli. Sostituzione tutta svizzera con Inler per Behrami e cambia la partita. Sentendosi le spalle coperte Hamsik avanza il suo raggio d’azione e inizia a spingere come aveva fatto a Palermo. Cavani entra più nel vivo del gioco e attira a sé 2 difensori, facendo così allargare la difesa viola. Zuniga prende le misure a Cuadrado e lo costringe a stazionare più in difesa che in attacco. La spinta del Napoli ha i suoi effetti: punizione di Insigne per fallo di Cuadrado su Zuniga (finalmente qualcuno che sa tirare i calci da fermo) e puntuale inserimento di Hamsik con decisiva deviazione di Valero. Napoli in vantaggio e Fiorentina che accusa il colpo. Da questo momento il Napoli si riprende il campo e con un sontuoso palleggio (perché tenere Inler inizialmente in panchina?) tiene la Fiorentina nella propria metà campo. Ancora un calcio da fermo e ancora Insigne (sarà un caso?) che la mette al centro, respinta corta della difesa e “cagliosa” di Dzemaili: 2 a 0! Partita chiusa, se non fosse per il solito calo di tensione nel finale. Col doppio vantaggio ci sta rallentare i ritmi e non cercare a tutti i costi l’affondo, ma la gestione della palla deve essere più efficace. Ne approfitta Jovetic, che ruba palla al limite dell’area e la piazza lì dove De Sanctis non può arrivare. Pochi minuti di tensione per il popolo del San Paolo, poi il triplice fischio che sancisce il primo posto in classifica seppur in condominio.

s.s.