L’obiettivo era uno: vincere!
Il Napoli lo ha fatto, lo doveva fare, il come passa in secondo piano. Ammetto
che dopo aver visto graziato Chiellini da un doppio giallo sacrosanto e un
rigore grande quanto Porta Capuana negato agli azzurri ho intravisto lo spettro
di un campionato già deciso, ma per fortuna i fantasmi li abbiamo lasciati al
grande Eduardo. L’anno scorso la squadra di Mazzarri ha sempre fallito i
cosiddetti match-point conoscendo già il risultato degli avversari, quest’anno
le cose sembrano cambiare. L’Udinese, dopo l’impresa di Liverpool, arriva al
San Paolo con il morale a mille ma senza tantissima benzina nelle gambe. I
ragazzi di Guidolin partono subito forti con la speranza di segnare e poi
chiudersi in difesa per il resto della partita. Per il primo quarto d’ora i
bianconeri dominano a centrocampo ma non diventano mai realmente pericolosi,
facendo restare basso il Napoli, ma soprattutto Maggio e Zuniga. Il Napoli
capisce che è arrivato il momento di reagire e trascinato dal migliore Inler
visto finora e Behrami onnipresente alza il baricentro e si affaccia sulla
trequarti friulana. Hamsik si carica sulle spalle tutto il peso della fascia
che indossa e della squadra intera. Lo slovacco trova la giusta posizione in
campo e si libera dalla marcatura studiata da Guidolin e diventa devastante.
L’azione del primo gol è da manuale del calcio: lancio lungo millimetrico di
Fernandez, intuizione da vero top-player di Cavani, Maggio fa la cosa che gli
riesce meglio cioè l’inserimento, assist per Hamsik e palla in rete.
Un’eccessiva sicurezza e, forse, superficialità permettono a Pinzi di sfondare
sulla fascia e pareggiare i conti. Probabilmente risultato giusto ma che sa
tanto di beffa. Ed ecco il guizzo del campione, quello che tutti invocammo a
Catania per risolvere la partita. Pandev dopo un paio di calcioni presi esce un
po’ dalla partita ma una volta arrivato in area ti realizza un gol da applausi:
protegge palla, si beve 2 difensori con una magia e con il destro, che non è il
suo piede, la piazza alle spalle del portiere bianconero. Napoli nuovamente in
vantaggio e tutti negli spogliatoi. La ripresa inizia sulla falsa riga del
primo tempo. L’Udinese si butta in avanti alla ricerca disperata del pareggio,
ma non sembra abbia le idee chiare. Fernandez blocca Di Natale, Gamberini e
Campagnaro a turno salgono su Maicosuel che è l’unico vero portatore di palla
avversario e Inler e Behrami innalzano una vera diga a centrocampo. Si doveva
chiudere la partita e gestire il resto della gara anziché vivere con ansia i 5
(???) minuti di recupero. Guidolin, espulso a metà secondo tempo, facilita il
compito degli azzurri richiamando in panchina Pinzi e Di Natale e puntando
sulla velocità dei tanti giovani a disposizione a discapito dell’esperienza.
Non è stato un Napoli bellissimo ed esaltante, anche per meriti dell’Udinese
ben messa in campo, ma ha ottenuto il massimo risultato col minimo sforzo: la
crescita continua. Ora c’è la pausa, c’è tempo per studiare e per caricarsi
perché alla ripresa si deve mettere in campo il miglior Napoli: si va a far
visita alla Vecchia Signora e da persone educate qualche babà si deve portare!
s.s.

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