Una trattativa che secondo i più sarebbe già bella che avviata e che sarebbe iniziata mesi fa, precisamente con un incontro tra il d.s. giallorosso Sabatini e lo stesso allenatore del Napoli. In seguito ci sarebbe stato anche un incontro tra il procuratore del tecnico e lo stesso dirigente per gettare le basi di un eventuale accordo economico che prevede 2,5 milioni di euro annui.
E De Laurentiis cosa fa? Il presidente del Napoli, conscio delle conseguenze che l'addio di mago Walter porterebbe, ha sottoposto allo stesso un'offerta irrinunciabile. Un contratto triennale da ben 4 milioni annui, offerta di gran lunga superiore a quella della Roma e che avrebbe sorpreso lo stesso Mazzarri che una volta ricompostosi avrebbe rimandato ogni discussione al post partita di Roma - Napoli.
Ma cosa spingerebbe Mazzarri alla Roma? La domanda che tutti si stanno ponendo adesso riguarda il motivo per cui Mazzarri, una volta raggiunta la Champions e avendo una squadra dal potenziale come quello del Napoli in mano, sarebbe interessato ad andare altrove.
Diciamocelo francamente, qualora dovesse andare proprio via, sarebbe logico che andasse in una squadra che gli permetterebbe un ulteriore salto di qualità e una facilità di successo maggiore di quella che attualmente gli offre la società azzurra. In particolare in Italia l'unica società che risponde a tale identikit è la Juventus e subito dopo c'è proprio il Napoli.
A maggior ragione se si pensa che la piazza capitolina dopo gli ultimi de anni tra Luis Enrique e Zeman, appare come un cantiere a cielo aperto di cui però è difficile tracciarne l'inizio e la fine. Ma secondo chi frequenta e conosce il tecnico originario di San Vincenzo, ad attirarlo sarebbe proprio la voglia di confrontarsi in una piazza come Roma dopo i recenti insuccessi dei suoi probabili predecessori. Insomma, si parla di un Mazzarri partente perchè scarico e demotivato, se si pensano anche alle sue parole del post partita di Bologna dove ha giustamente affermato che un allenatore non può fare il suo mestiere se non giustamente stimolato e concentrato.
Chi vivrà vedrà. Nel calcio si sa, nulla è dato mai per scontato... fuori e dentro il campo.
Sarebbe senz'altro un peccato interrompere il tutto proprio sul più bello, dopo anni di lavoro accompagnati anche da qualche soddisfazione. Proprio quando si è li per salire l'ultimo gradino, non sarebbe logico voltarsi e tornare indietro. Al di la di ipotesi e ragionamenti non ci resta che aspettare gli ultimi 180 minuti della stagione.
Raffaele Mazzone

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