Bologna. Proprio a
Bologna, dove nell’ 89-90 il Napoli di Maradona ipotecò il secondo scudetto
della sua storia, nel 2013 il Napoli di Walter Mazzarri conquista la
qualificazione diretta alla Champions League e un secondo posto che vale un
mezzo scudetto anzi molto di più. Molto di più perché l’antagonista in questo
caso era una corrazzata come la Juve di Conte, molto di più perché il tecnico
toscano in quattro stagioni ha portato il Napoli per due volte in Champions
dando il via ad un ciclo vincente dopo anni bui, molto di più perché lavorare e
ottenere risultati in una piazza come Napoli dove si mangia calcio, in modo
anche sbagliato, per tutta la settimana è difficilissimo.
La gara. Il
Bologna resta in partita per tutto il primo tempo. Dopo il 6-0 subito contro la
Lazio, Gilardino e i suoi iniziano la gara con una grande dose di agonismo, non
è un caso che nei primi minuti Gilardino e Konè si beccano due cartellini
gialli, ma il Bologna non concretizza e si spegne ben presto. L’ingresso di
Inler per l’infortunato Behrami non riesce a dare la dovute geometrie al Napoli
dato che sullo svizzero andava a pressare addirittura Diamanti.
Il Bologna però lascia
ampi spazi ad un Napoli che nel primo tempo era andato vicino al vantaggio su
due iniziative di Cavani. Su una percussione di Zuniga, il Matador si allarga a
sinistra per ricevere palla dal colombiano e prova a servire Insigne che per
poco non arriva al tap-in vincente. Poi l’uruguaiano dopo aver approfittato di
una incomprensione tra Perez e Motta può scatenarsi in una progressione che si
conclude con un tiro che esce di poco. Ma è Marek Hamsik a trovare la chiave
del match al’52. Lo slovacco servito da Dzemaili trafigge Stojanovic sul primo
palo e sceglie l’occasione migliore per segnare il suo decimo goal in
campionato e far esplodere i seimila tifosi azzurri sistemati in curva san
Luca.
Pioli a questo punto
inserisce l’ex Pazienza per Perez, ma al ’62 è costretto ad incassare un
contropiede letale del Napoli. Insigne serve Cavani che supera Stojanovic costringendolo
ad atterrarlo, calcio di rigore. Il Matador trasforma realizzando il goal
numero 27 in
campionato, la sua miglior stagione di sempre. L’uruguaiano non è ancora sazio,
e quattro minuti dopo supera due giocatori rossoblù, permettendo a Blerim
Dzemaili di depositare in rete il goal del 2-0. Sette goal per lo svizzero,
grande crescita anche per lui sotto la guida di Mazzarri.
Gli azzurri fanno in tempo
anche a trovare il quarto goal con Christian Maggio, che devia in rete dopo una
punizione di Hamsik, ma Massa annulla giustamente per fuorigioco.
Dopo quattro minuti di
recupero arriva fischio finale e il Napoli è gia in Paradiso.
Festa Napoli. Sul campo e sugli spalti può finalmente esplodere la gioia di
calciatori, tifosi e di quella Napoli che per una notte si è trasferita a
Bologna. Gioia meritata, dopo una stagione pesante e difficilissima dove gli
azzurri hanno giocato tantissimo coronando uno dei migliori campionati della
storia di questa società.
Negli spogliatoi si lascia
andare anche il presidente De Laurentiis, che da uomo intelligente si gode il
successo del suo progetto fatto di bilanci puliti e pochi sprechi, ma attribuendo
gran parte dei meriti e tendendo la mano a colui che lo ha concretizzato,
Mazzarri.
De Laurentiis vuole trattenere Il mago Walter.“ Mi tengo stretto Mazzarri”. Senza giri di parole
il presidente vuole trattenere il tecnico che però non scioglie le riserve sul
suo futuro. Stimoli nuovi, lo stress della piazza potrebbero condurlo verso
altre mete. Sarebbe un peccato, questa squadra è in gran parte opera sua: le
scelte tecniche, l’impronta di gioco e la crescita esponenziale di molti
calciatori, Cavani su tutti. Un quadriennio fantastico come questo meriterebbe
un piccolissimo salto in avanti tinto di tricolore. Questo 8 maggio si porta
con sé i sentimenti di gioia mischiati ai dubbi sul futuro di due protagonisti che
lo hanno reso possibile Mazzarri e Cavani. Ma una cosa è certa il futuro è un
pallone fatto di stelle, le stelle della Champions League.
Silvio Capaldo
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