09/05/13

IL PUNTO DI CAPALDO: BOLOGNA - NAPOLI 0 A 3, E' CHAMPIONS!

Bologna. Proprio a Bologna, dove nell’ 89-90 il Napoli di Maradona ipotecò il secondo scudetto della sua storia, nel 2013 il Napoli di Walter Mazzarri conquista la qualificazione diretta alla Champions League e un secondo posto che vale un mezzo scudetto anzi molto di più. Molto di più perché l’antagonista in questo caso era una corrazzata come la Juve di Conte, molto di più perché il tecnico toscano in quattro stagioni ha portato il Napoli per due volte in Champions dando il via ad un ciclo vincente dopo anni bui, molto di più perché lavorare e ottenere risultati in una piazza come Napoli dove si mangia calcio, in modo anche sbagliato, per tutta la settimana è difficilissimo.
La gara. Il Bologna resta in partita per tutto il primo tempo. Dopo il 6-0 subito contro la Lazio, Gilardino e i suoi iniziano la gara con una grande dose di agonismo, non è un caso che nei primi minuti Gilardino e Konè si beccano due cartellini gialli, ma il Bologna non concretizza e si spegne ben presto. L’ingresso di Inler per l’infortunato Behrami non riesce a dare la dovute geometrie al Napoli dato che sullo svizzero andava a pressare addirittura Diamanti.
Il Bologna però lascia ampi spazi ad un Napoli che nel primo tempo era andato vicino al vantaggio su due iniziative di Cavani. Su una percussione di Zuniga, il Matador si allarga a sinistra per ricevere palla dal colombiano e prova a servire Insigne che per poco non arriva al tap-in vincente. Poi l’uruguaiano dopo aver approfittato di una incomprensione tra Perez e Motta può scatenarsi in una progressione che si conclude con un tiro che esce di poco. Ma è Marek Hamsik a trovare la chiave del match al’52. Lo slovacco servito da Dzemaili trafigge Stojanovic sul primo palo e sceglie l’occasione migliore per segnare il suo decimo goal in campionato e far esplodere i seimila tifosi azzurri sistemati in curva san Luca.
Pioli a questo punto inserisce l’ex Pazienza per Perez, ma al ’62 è costretto ad incassare un contropiede letale del Napoli. Insigne serve Cavani che supera Stojanovic costringendolo ad atterrarlo, calcio di rigore. Il Matador trasforma realizzando il goal numero 27 in campionato, la sua miglior stagione di sempre. L’uruguaiano non è ancora sazio, e quattro minuti dopo supera due giocatori rossoblù, permettendo a Blerim Dzemaili di depositare in rete il goal del 2-0. Sette goal per lo svizzero, grande crescita anche per lui sotto la guida di Mazzarri.
Gli azzurri fanno in tempo anche a trovare il quarto goal con Christian Maggio, che devia in rete dopo una punizione di Hamsik, ma Massa annulla giustamente per fuorigioco.
Dopo quattro minuti di recupero arriva fischio finale e il Napoli è gia in Paradiso.
Festa Napoli. Sul campo e sugli spalti può finalmente esplodere la gioia di calciatori, tifosi e di quella Napoli che per una notte si è trasferita a Bologna. Gioia meritata, dopo una stagione pesante e difficilissima dove gli azzurri hanno giocato tantissimo coronando uno dei migliori campionati della storia di questa società.
Negli spogliatoi si lascia andare anche il presidente De Laurentiis, che da uomo intelligente si gode il successo del suo progetto fatto di bilanci puliti e pochi sprechi, ma attribuendo gran parte dei meriti e tendendo la mano a colui che lo ha concretizzato, Mazzarri.
De Laurentiis vuole trattenere Il mago Walter.“ Mi tengo stretto Mazzarri”. Senza giri di parole il presidente vuole trattenere il tecnico che però non scioglie le riserve sul suo futuro. Stimoli nuovi, lo stress della piazza potrebbero condurlo verso altre mete. Sarebbe un peccato, questa squadra è in gran parte opera sua: le scelte tecniche, l’impronta di gioco e la crescita esponenziale di molti calciatori, Cavani su tutti. Un quadriennio fantastico come questo meriterebbe un piccolissimo salto in avanti tinto di tricolore. Questo 8 maggio si porta con sé i sentimenti di gioia mischiati ai dubbi sul futuro di due protagonisti che lo hanno reso possibile Mazzarri e Cavani. Ma una cosa è certa il futuro è un pallone fatto di stelle, le stelle della Champions League.








Silvio Capaldo 

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