Napoli. Il
gruppo F è già tutto deciso: Dnipro primo, Napoli secondo, Psv già eliminato.
Al San Paolo, privo
del pubblico delle grandi occasioni, Napoli e Psv cercano di onorare quest’
ultima gara di Europa League.
Tra i pali c’è
Rosati, in difesa accanto a Fernandez e Campagnaro c’è il debutto stagionale di
Uvini, finora mai utilizzato né in Europa League né in campionato.
In campo dal
primo minuto, Maggio, Dossena, Inler, Donadel, El Kaddouri come vice-Hamsik, in
attacco Vargas e l’inossidabile Cavani.
Lorenzo Insigne
è tenuto a riposo, ma in panchina c’è suo fratello Roberto, anch’egli
attaccante, classe ’94, reduce dalla gara contro la Lazio nel campionato
primavera; davvero un’ altra bella soddisfazione per il settore giovanile
azzurro.
Mazzarri schiera quindi 4 titolarissimi: Campagnaro, Inler, Maggio (stasera capitano) e
Cavani. L’uruguaiano, a tre giorni dalla gara di campionato contro l’Inter e in
una partita che conta davvero a poco, chiede esplicitamente al tecnico toscano
di essere in campo dal primo minuto, Mazzarri lo accontenta. Cavani ha una
fisicità diversa per lui correre e giocare una partita vera significa
allenarsi.
Nel Psv Advocaat
pensa al campionato, non schiera Van Bommel, e le punte alte del suo 4-3-3 sono
Lens, Depay e Matavz, lo sloveno a lungo seguito dal Napoli nel calciomercato
del 2011.
Al’5 El Kaddouri
serve un bel pallone a Vargas, che inspiegabilmente invece di tirare subito,
prova (non riuscendoci) a superare un difensore olandese; sul successivo calcio
d’angolo Uvini sfiora il goal di testa.
El Kaddouri è il
più attivo tra i suoi, e dalla sinistra cerca di nuovo Vargas, il cross è
preciso ma il cileno arriva scordinato sul pallone, la sua conclusione è sbilenca.
Cavani colpisce. Cavani colpisce al ’17 quando Donaldel
recupera un pallone in pressing su Van Ooijen, e lo serve al limite dell’area
dove di destro non può sbagliare.
Tripletta di Matavz. Sembrerebbe tutto in discesa ma non è
così.
Dopo un palo di
Depay, Rosati non trattiene una conclusione di Van Oojen tutt’altro che
irresistibile, e Matavz può depositare tranquillamente in rete l’1-1.
Il Napoli le sue
occasione le ha, ma ne spreca moltissime, Cavani al’33 controlla la palla in
area difendendola in mezzo a due uomini ma questa volta sbaglia la conclusione.
Vargas,
probabilmente al suo ultimo appello in maglia azzurra, conferma la sua scarsa
vena, Inler al’35 gli serve un gran pallone, ma il cileno tocca troppe volte la palla invece di
concludere direttamente favorendo così il piazzamento di Waterman.
Il vantaggio del
Psv è la fotocopia del goal dell’1-1, su tiro di Lens Rosati non trattiene di
nuovo, e Matavs può segnare il 1-2.
Dossena servito
da un’ispirato El Kaddouri ci prova due volte al’43: la sua prima conclusione è
parata da Waterman, la seconda va fuori.
Il Psv inizia
bene il secondo tempo rendendosi pericoloso in più occasioni.
Al’ 54 gli
olandesi perdono palla a metà campo, Vargas serve un’ottimo pallone a Cavani,
ma il Matador colpisce male e spedisce la palla alta.
Al’56 si rivede
Pandev dopo quasi un mese dall’infortunio rimediato a Marassi, il macedone
subentra ad Inler.
Tocca anche a
Maggio aggiungersi al festival dei goal falliti, al’58 servito proprio da
Pandev in profondità, cerca di battere Waterman da una posizione difficile
invece di servive Cavani o Vargas, in area. Su un capovolgimento di fronte il
Psv fa tris in contropiede, Matavs triangola con Depay nell’area azzurra, prima
di siglare la sua tripletta.
Debutta Roberto Insigne. Al’65 fuori Cavani dentro Roberto
Insigne direttamente dalla primavera di Saurini. Il Matador non prende
benissimo la sostituzione. Davvero esagerato l’atteggiamento di Cavani, la sua
uscita ha infatti permesso ad un ragazzo di debuttare in prima squadra, e
Mazzarri pensa già alla partita di Milano.
C’è il tempo per
altre due occasioni di Pandev: al’75 fiora il goal su punizione dalla lunetta,
poi al ’76 servito da Vargas si fa deviare la conclusione in calcio d’angolo.
La differenza
nel punteggio sta nella precisione delle due squadre in fase conclusiva: il
Napoli ha sbagliato troppo sotto porta, il Psv ha approfittato di più delle
occasioni avute.
Poco male,
adesso il Napoli deve pensare solo a San Siro e all’Inter.
s.c.

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