Un punticino che non accontenta nessuna delle due compagini, ma che lascia l'amaro in bocca soprattutto agli azzurri. Altra occasione persa, con la Juve che resta a + 5 ed una Fiorentina che minacciosa tenta l'aggancio. Vittoria fondamentale gettata alle ortiche ed una gara che ha mostrato per l'ennesima volta le lacune di questa squadra: incapacità di gestire i match, scarsa qualità nella mediana e limitata attenzione nella fase difensiva. Se a questo si sommano gli errori commessi dal tecnico Mazzarri nelle sostituzioni, vedi Mesto per Insigne, il quadretto è completo. Ma ad avere colpe non è solo l'apparato operativo- allenatore e calciatori - ma anche la società, la quale non ha attrezzato una rosa competitiva ai fini dello scudetto. Si parla spesso di Juventus, di favoritismi arbitrali senza sottolineare gli errori commessi in sede di mercato dalla società; è sotto gli occhi di tutti la mancanza di rincalzi adeguati che consentano di far rifiatare le c.d. prime scelte, che possano subentrare a partita in corso senza abbassare l'asticella della qualità. In estate, mentre la tanto criticata Juve aggiungeva ad un centrocampo già fortissimo Asamoah ed Isla- o anche la Fiorentina che per pochi spiccioli ingaggiava Cuadrado, Borja Valero, Aquilani, Pizarro e Mati Fernandez- il Napoli preferiva puntare su Donadel e Behrami svendendo il tanto bistrattato Gargano. Gli errori sono stati quindi commessi, questo è indubbio, ma la nostra società può ancora porre rimedio: bastano pochi ritocchi e pochi milioni per colmare il gap con le altre pretendenti al trono d'Italia: non servono cifre astronomiche per acquisire giocatori che siano funzionali all'idea tattica di Mazzarri, e l'affare Mesto ce lo insegna, bensì una comunione d'intenti tra direttore sportivo e tecnico nella scelta dei rinforzi, per non ripetere gli errori Vargas, El Kaddouri e Uvini.
p.d.d.

Nessun commento:
Posta un commento