Resettare immediatamente la disfatta olandese e concentrarsi
sul prossimo avversario. Questo è l’obiettivo fissato da Mazzarri. Stasera arriverà al San Paolo l’Udinese,
galvanizzata dall’impresa ad Anfield Road. La squadra di Guidolin per 2 anni consecutivi si è qualificata per i play-off di
Champions, 4° e 3° posto nell’ordine, anche se purtroppo non è mai riuscita ad
arrivare alla fase a gironi. Quest’anno non sembra la stessa squadra degli
scorsi campionati, complici gli addii di Inler, Sanchez, Zapata, Isla,
Handanovic e Asamoah non adeguatamente rimpiazzati. L’unica cosa che resta
immutata è la filosofia di gioco e la fluidità delle trame. Va dato atto a
Guidolin che nonostante gli cambino gli interpreti il suo gioco resta lo
stesso, semplice ma allo stesso tempo efficace: particolare da non
sottovalutare assolutamente. Dopo una partenza non esaltante, le vittorie sul
Milan e Liverpool hanno ridato fiducia a Di Natale e compagni. Fedele al 3-5-2
il tecnico dei friulani mette sempre in campo una squadra capace di attaccare e
difendere con 7-8 uomini contemporaneamente (è da testare però la condizione
fisica dopo l’impegno europeo). La difesa conta dei veri goleador: Benatia e Basta (a volte piazzato anche
sulla linea di centrocampo), pericolosi sui calci piazzati e negli inserimenti
in corsa. Danilo, Coda e l’ex Domizzi, in base al turn-over, completano la
linea difensiva che nel complesso non è velocissima né dotata di ottimo
palleggio, ma mantiene la posizione e si muove all’unisono. A centrocampo il
posto fisso è assicurato al solo Pinzi, dal quale passano innumerevoli
passaggi, che smista più in orizzontale che in verticale per la verità, ma
raramente sbaglia e partecipa attivamente alla fase difensiva. Tra Armero,
Pereyra, Badu, Allan, il già citato Basta e Pasquale resta da scegliere gli
altri 4. Centrocampo molto muscoloso quello bianconero, ma che comunque ha un
buon giro palla, seppur lento, potendo contare sulla prestanza fisica di Armero
e Badu su tutti, che riescono a smarcarsi e a dettare il passaggio. L’attacco,
come da 2 anni a questa parte, si basa solo sulla classe del napoletano Antonio Di Natale. Fabbrini, Muriel e
Maicosuel sono dei veri e propri comprimari, ben distanti dal capitano friulano.
Di Natale gioca sia da prima che da seconda punta, adattandosi alla gara e
soprattutto alla marcatura che gli si oppone. Abile sulle punizioni e dotato di
un buon tiro anche dalla distanza è forse l’unico vero pericolo del quale il
Napoli dovrà preoccuparsi. Plausibile una marcatura a 2 per Cavani e una a uomo
su Pandev e Hamsik (Pinzi?). Servirà aggredire subito il centrocampo avversario
con un pressing alto, visto che Pinzi e soci mal gestiscono un gioco in
velocità. Guai a dare spazio ai centrocampisti bianconeri e lasciargli il
pallino del gioco facendo così scivolare Di Natale tra le
linee e dargli la possibilità di rendersi pericoloso. Gamberini e Aronica
dovrebbero marcare il capitano avversario e il suo compagno d’attacco lasciando
così a Campagnaro la licenza di accompagnare la fase offensiva. Sarà
fondamentale l’apporto di Behrami in fase di rottura e la spinta di Maggio e
Zuniga. Serviranno a poco i cross dal fondo che saranno affare di Benatia e
Danilo, ma essenziali i tagli dei 2 laterali per penetrare per vie centrali e
tentare l’1 contro 1. Eindhoven è alle spalle, guarda avanti Napoli.
s.s.

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