07/10/12

PROSSIMO AVVERSARIO: L'UDINESE


Resettare immediatamente la disfatta olandese e concentrarsi sul prossimo avversario. Questo è l’obiettivo fissato da Mazzarri. Stasera arriverà al San Paolo l’Udinese, galvanizzata dall’impresa ad Anfield Road. La squadra di Guidolin per 2 anni consecutivi si è qualificata per i play-off di Champions, 4° e 3° posto nell’ordine, anche se purtroppo non è mai riuscita ad arrivare alla fase a gironi. Quest’anno non sembra la stessa squadra degli scorsi campionati, complici gli addii di Inler, Sanchez, Zapata, Isla, Handanovic e Asamoah non adeguatamente rimpiazzati. L’unica cosa che resta immutata è la filosofia di gioco e la fluidità delle trame. Va dato atto a Guidolin che nonostante gli cambino gli interpreti il suo gioco resta lo stesso, semplice ma allo stesso tempo efficace: particolare da non sottovalutare assolutamente. Dopo una partenza non esaltante, le vittorie sul Milan e Liverpool hanno ridato fiducia a Di Natale e compagni. Fedele al 3-5-2 il tecnico dei friulani mette sempre in campo una squadra capace di attaccare e difendere con 7-8 uomini contemporaneamente (è da testare però la condizione fisica dopo l’impegno europeo). La difesa conta dei veri goleador: Benatia e Basta (a volte piazzato anche sulla linea di centrocampo), pericolosi sui calci piazzati e negli inserimenti in corsa. Danilo, Coda e l’ex Domizzi, in base al turn-over, completano la linea difensiva che nel complesso non è velocissima né dotata di ottimo palleggio, ma mantiene la posizione e si muove all’unisono. A centrocampo il posto fisso è assicurato al solo Pinzi, dal quale passano innumerevoli passaggi, che smista più in orizzontale che in verticale per la verità, ma raramente sbaglia e partecipa attivamente alla fase difensiva. Tra Armero, Pereyra, Badu, Allan, il già citato Basta e Pasquale resta da scegliere gli altri 4. Centrocampo molto muscoloso quello bianconero, ma che comunque ha un buon giro palla, seppur lento, potendo contare sulla prestanza fisica di Armero e Badu su tutti, che riescono a smarcarsi e a dettare il passaggio. L’attacco, come da 2 anni a questa parte, si basa solo sulla classe del napoletano Antonio Di Natale. Fabbrini, Muriel e Maicosuel sono dei veri e propri comprimari, ben distanti dal capitano friulano. Di Natale gioca sia da prima che da seconda punta, adattandosi alla gara e soprattutto alla marcatura che gli si oppone. Abile sulle punizioni e dotato di un buon tiro anche dalla distanza è forse l’unico vero pericolo del quale il Napoli dovrà preoccuparsi. Plausibile una marcatura a 2 per Cavani e una a uomo su Pandev e Hamsik (Pinzi?). Servirà aggredire subito il centrocampo avversario con un pressing alto, visto che Pinzi e soci mal gestiscono un gioco in velocità. Guai a dare spazio ai centrocampisti bianconeri e lasciargli il pallino del gioco facendo così scivolare Di Natale tra le linee e dargli la possibilità di rendersi pericoloso. Gamberini e Aronica dovrebbero marcare il capitano avversario e il suo compagno d’attacco lasciando così a Campagnaro la licenza di accompagnare la fase offensiva. Sarà fondamentale l’apporto di Behrami in fase di rottura e la spinta di Maggio e Zuniga. Serviranno a poco i cross dal fondo che saranno affare di Benatia e Danilo, ma essenziali i tagli dei 2 laterali per penetrare per vie centrali e tentare l’1 contro 1. Eindhoven è alle spalle, guarda avanti Napoli.


s.s.

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